Napoli. La scelta del Ministro degli interni Roberto Maroni, confermata nell’incontro odierno con il prefetto di Napoli, di prendere le impronte digitali ai minori rom è «un fatto grave ed umiliante». E’ quanto affermano in una nota congiunta Samuele Ciambriello, presidente dell’associazione la Mansarda e Dario Stefano Dell’Aquila, presidente di Antigone Campania. «I rom – hanno dichiarato Ciambriello e Dell’Aquila – che sono da sempre nati e vissuti in Italia sono giuridicamente dei fantasmi visto che non hanno diritto alla cittadinanza. E’ questa la vera emergenza, che migliaia di persone, nate in Italia e da sempre residenti del nostro paese non abbiano alcuna cittadinanza. La scelta di schedare i minori, con un stile da polizia degli anni ‘30, è un fatto umiliante sul piano simbolico e grave su quello giuridico.»«Già nel 2002, conclude la nota, con l’allora Bossi-Fini il governo Berlusconi si era concentrato sulla questione delle impronte. Oggi ripropone un provvedimento che è a tutti gli effetti una schedatura etnica. E’proprio vero che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Riteniamo che o si realizza una politica complessiva sulla questione rom, a partire dai diritti di cittadinanza e dalle politiche di inclusione sociale, oppure, con provvedimenti di questo genere,  si fa demagogia sulla pelle dei minori e delle fasce sociali più deboli».